Colloquio di lavoro: guida alla sopravvivenza

Colloquio di lavoro: inizio

 

Uno degli scogli più grandi che segna l’ingresso nel “mondo degli adulti” è sicuramente il primo colloquio di lavoro, famoso per essere fonte di stress e ansia per i candidati, soprattutto i più giovani. Per questo motivo vogliamo dare ai nostri ragazzi qualche dritta su come affrontare al meglio un colloquio di lavoro con questa “guida alla sopravvivenza”.

L’obiettivo di Geo International è portare i ragazzi al termine del loro percorso di formazione all’estero con un’ottima conoscenza di almeno due lingue straniere ed un’esperienza lavorativa da mettere nel Curriculum, ma cosa succede quando arriva il momento di usare queste conoscenze e presentare il proprio CV?

 

Il sito “Inside Higher ED“, che si occupa di formazione e carriera, ha recentemente pubblicato un articolo molto interessante; il direttore del career services dell’Università della Pennsylvania, Joseph Barber, ha analizzato il colloquio di lavoro dal punto di vista emotivo. La maggior parte dei candidati prova stress e ansia davanti a questa situazione, secondo Barber, soprattutto perchè durante il nostro percorso di formazione raramente ci viene insegnato come affrontare una job interview, nonostante rappresenti un aspetto cruciale nella ricerca di un lavoro.

Il suggerimento che ci viene dato è: cambiare di prospettiva!
Barber suggerisce di vedere lo stress come uno stato di attivazione psicologica invece che come un qualcosa di negativo.
E’ noto che il nostro cervello è in grado di generare emozioni tramite i nostri pensieri, è quindi controllando tali pensieri che si può controllare anche le proprie paure. Invece di soffermarsi sugli aspetti negativi bisogna focalizzarsi su sensazioni positive e immaginare, per esempio, quanto ci sentiremo realizzati quando la nostra ricerca di un lavoro avrà fine.

 

Come ci si prepara per affrontare al meglio un colloquio di lavoro?
  1. le domande: ogni colloquio cambia a seconda della posizione per cui lo si sostiene, ci sono però alcune domande frequenti come “parlami di te”, “perchè vorresti questo posto”, “cosa sai della nostra azienda”, “qual è il tuo punto di forza, quale sarebbe il tuo apporto all’azienda”, “hai qualche domanda”. Prepararsi già le risposte è sicuramente un buon modo per essere pronti e rispondere con più sicurezza
  2. le proprie esperienze: è molto utile pensare, prima del colloquio, ad alcune esperienze della nostra vita che vorremmo condividere. Parlare di sé stessi ci da sicurezza poichè è l’argomento che conosciamo meglio, inoltre è consigliabile condividere degli episodi legati al lavoro per cui ci si candida o che sottolineano le proprie abilità. Parlare delle proprie esperienze di formazione all’estero, per esempio, richiama un ricordo piacevole e ci porta emozioni positive che alleviano lo stress. Allo stesso tempo da un’indicazione, a chi ci sta intervistando, di tutte le soft skills che abbiamo acquisito durante quest’esperienze (nell’articolo Esperienza lavorativa all’estero: l’impulso più forte per una carriera troverai alcune dritte sul come acquisire le soft skills)
  3. l’esercizio ad alta voce: parlare con amici, familiari o semplicemente davanti allo specchio ci da la possibilità di sentir pronunciare le risposte che vogliamo dare più e più volte, finchè non ci suoneranno come qualcosa di quotidiano, che potremmo dire tutti i giorni. In questo modo saremo molto più sicuri di noi stessi, davanti al nostro interlocutore

 

Come ci si prepara se il colloquio è in una lingua straniera?

Cosa succede invece quando ci troviamo ad affrontare un colloquio in una lingua che non è la nostra? In questo caso la situazione si trasforma in un vero e proprio esame perchè non siamo solo noi ad essere giudicati ma anche le nostre conoscenze linguistiche.
I primi tre punti sono sicuramente applicabili anche a questa situazione ma ad essi è utile aggiungere

  1. i modi di dire: studiare le formule convenzionali ed i modi di dire tipici darà l’impressione di avere una maggiore padronanza della lingua. Un buon modo per approfondire questi temi ed acquisire quella che in inglese si chiama fluency è frequentare i corsi studiati appositamente per questo motivo come l’English with confidence promosso da una scuola internazionale di Cambridge
  2. i termini specifici: un altro aspetto della lingua da non sottovalutare è il lessico specifico. E’ utile fare una piccola indagine sull’azienda cui si vuole far domanda ed approfondire tutti i termini del settore, anche solo per comprendere meglio eventuali domande che ci verranno poste

 

Essendo l’inglese la lingua veicolare per eccellenza, soprattutto per noi europei, vi riportiamo qui sotto alcune delle frasi più frequenti nelle job interview in inglese:

  1. Q. “Tell me about yourself” – Parlaci di te
    A. “I have already been working as sales assistant in Italy” oppure “I have a marketing degree and since I started University, my dream sector to work for is fashion industry” – Breve riepilogo del percorso professionale e di studi
  2. Q. “Why do you want to work here?” – Perché vorresti lavorare qui?
    A. “Well, I’ve read this company is one of the best place to work” oppure “I’m really proud to be here because your brand is one of my favourite” – Dimostrare che ci si è documentati e preparati sulla società. Rispondere in maniera precisa, magari commentando le informazioni con qualche apprezzamento, dimostrando così di essersi ben preparati per il colloquio
  3. Q. “What are your weaknesses?” – Quali sono i tuoi punti deboli?
    A. Cercare rispondere in maniera furba, provando a far passare i punti deboli come punti di forza. Se si confessa “I’m quite picky” dichiarando di essere piuttosto pignolo, questo può essere visto come una qualità se, ad esempio, ci si sta proponendo come contabile o controllo qualità.
  4. Q. “What are your strengths?” – Quali sono i tuoi punti di forza?
    A. “I always try to have a problem solving approach” – Anche qui, senza strafare, è meglio cercare di essere sinceri e di dire quali caratteristiche positive ci vengono di solito riconosciute
  5. Q. “What is your biggest accomplishment?” – Quali sono i traguardi più importanti che hai raggiunto?
    A. Se si sono vinti dei premi o si ha lavorato ad un progetto con risultati notevoli è bene sottolinearlo con la giusta enfasi, altrimenti anche in questo caso vince sempre la sincerità
  6. Q. “Why did you leave your last job?” – Come mai hai lasciato il tuo precedente lavoro?
    A. “I preferred to quit and look around for a role more suitable for my objectives” oppure “Unfortunately, the company was in financial trouble and couldn’t keep all the positions” – Esprimendo sempre comprensione ed evitando qualsiasi critica
  7. Q. “Why should we hire you?” – Perché dovremmo scegliere te per questo lavoro?
    A. “Looking at your job description, it seems that my profile matches key requirements and also my recent experiences gave me the opportunity to grow my capabilities on this field” – Attenzione a non apparire troppo presuntuosi. Dare delle risposte sicure fornendo informazioni su noi stessi a supporto della candidatura.
  8. Q. “Where do you see yourself in 5 years?” – Dove ti vedi tra cinque anni?
    A. “In five years I hope to have had the opportunity to grow, to improve my skills both personal and professional and to be appreciated by colleagues and bosses” – Far capire che ci si vuole impegnare al massimo

 

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