Esperienza on the job: che si chiami Tirocinio o ASL o PTCO, per gli studenti è un Passepartout per l’occupazione

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E’ giĂ  da qualche mese che leggiamo articoli sulle modifiche che il governo intende effettuare a partire dal 2019 sull’Alternanza Scuola Lavoro. CambierĂ  nome e diventerĂ  percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, il monte ore verrĂ  ridotto e ripensato per i diversi indirizzi delle scuole superiori, ma secondo quando riporta l’indagine 2018 di Almadiploma, gli studenti affermano che l’esperienza “on the job” è risultata molto utile «per la propria formazione» (77,2% del campione intervistato, si sale al 91,6% tra i professionali); e piĂą in generale, specie per i percorsi non liceali, è considerata, sempre dai ragazzi, un ottimo passepartout per l’occupazione.

Quello che piace è che i risultati si vedono: il 28% dei diplomati tecnici e professionali ha lavorato per almeno 6 mesi nei primi 2 anni dopo il titolo; nella metà dei casi con un contratto stabile (a tempo indeterminato o in apprendistato).

SarĂ  interessante vedere che impatto avrĂ  sui dati conclusivi la legge di Bilancio 2019 che ridurrĂ  le ore minime da trascorrere “on the job” (nei licei scendono da 200 ad almeno 90, nei professionali da 400 ad almeno 210 e nei tecnici da 400 ad almeno 150). Il cambio di paradigma sarĂ  piuttosto forte: basti pensare che fino all’anno scolastico 2014/2015, quindi prima dell’obbligatorietĂ  introdotta dalla legge 107, erano circa duecentosettamila gli studenti che si dedicavano a circa 100 ore di “studio e pratica sul campo”. Con l’introduzione della Buona Scuola sono stati invece un milione e mezzo i ragazzi ospitati nel triennio in oltre duecento mila strutture.

Non vogliamo di certo prendere posizione criticando o meno la scelta dell’esecutivo, dettata da un’analisi approfondita sull’ASL (in molti casi il carico di ore obbligatorie ha costretto diverse scuole «ad accontentarsi» a percorsi di scarsa qualitĂ ), ma quello che è emerso negli ultimi anni è indubbiamente il valore di questa esperienza. Per tanto tempo l’abbiamo chiamata tirocinio, poi ASL e ora dovremmo abituarci al nuovo acronimo, ma non importa.

Quello che davvero serve è farla, obbligatoria o no che sia.

 

tratto da Scuola 24, 11 gennaio 2019